Morolli, candidato al Co.Ge

Sabato 30 aprile nella sala Marvelli della Provincia di Rimini di via Dario Campana, si è tenuta la Conferenza provinciale del Volontariato. All’ordine del giorno l’elezione del candidato riminese al Co.Ge Emilia-Romagna.

Elezione candidato riminese al Co.Ge

Il volontariato riminese ha il suo candidato al Co.Ge Emilia-Romagna, il comitato di Gestione che gestisce il Fondo speciale del Volontariato. Matteo Maria Morolli (nella foto), consigliere provinciale dell’Aism (associazione italiana Sclerosi Multipla di Rimini), 46 anni, da sempre impegnato nel mondo della solidarietà, ha tutte le carte in regola per poter assolvere a questo compito, in un momento così delicato per tutto il Terzo settore, in considerazione della Riforma. Lo ribadisce con forza l’assemblea che lo ha eletto, in occasione della Conferenza provinciale del Volontariato.

La rappresentanza delle piccole associazioni

Durante il dibattito è emersa l’importanza di avere una rappresentanza che possa difendere le peculiarità del piccolo volontariato che, in Romagna, spesso fa la differenza, ancora più oggi, in cui si assiste a un progressivo ritirarsi del welfare e delle politiche sociali.

Una grande sfida attende, infatti, il mondo solidale, chiamato a far fronte ai mutamenti in atto: la fine delle Province, a cui non è più riconosciuto un mandato sulle politiche sociali; l’area vasta; l’ampliamento della platea di riferimento dei Centri di Servizio per il Volontariato (Csv) che si estende a tutto il Terzo settore. Sono tutte tematiche a cui consegue una semplice domanda: quale è il futuro delle piccole associazioni nei diversi territori?

I rischi dell’area vasta

Il rischio è che vengano a mancare importanti punti di riferimento: non esiste più la Provincia, ente proposto a sostegno delle associazioni di promozione sociale e, ora, si paventa la possibilità di un unico Csv per la Romagna, minando quella vicinanza al territorio che ha sempre caratterizzato i Centri dell’Emilia-Romagna. Aspetti ripresi anche dall’intervento conclusivo di Cristina Belletti (scarica intervento Cristina Belletti), consigliera provinciale delegata al Terzo settore, che ha sottolineato l’importanza di salvaguardare il capitale sociale del territorio e il ruolo fondamentale del Csv in questa direzione.

Lo stesso Morolli, in assemblea, ha messo in evidenza i pericoli per il piccolo associazionismo che, in logiche più ampie, potrebbe essere fagocitato dalle grandi organizzazioni del Terzo settore, perdendo le sue peculiarità e i suoi riferimenti nel territorio.

Un tema che ha trovato il consenso anche di altri esponenti del volontariato presenti, tutti concordi nell’affermare la necessità di muoversi all’unisono per trovare delle formule in grado di rappresentarlo e difenderlo nei tavoli decisionali. Per fare due esempi. Le associazioni dell’Alta Valmarecchia hanno iniziato un percorso per la creazione di un Comitato, mentre le associazioni dell’area sud si stanno muovendo per dare nuova linfa alla Consulta della Solidarietà della Città di Riccione, nata già 20 anni fa.

Dalla conferenza provinciale è infatti emersa la consapevolezza che i volontari amano essere in prima linea per rispondere ai bisogni del territorio e della cittadinanza, rischiando di trascurare gli aspetti più burocratici e politici, ora però fondamentali per garantire quella operatività che li ha caratterizzati fino ad oggi.

Il principio di alternanza tra i candidati di Rimini, Forlì e Ravenna

Matteo rappresenta la persona giusta per portare queste istanze nei tavoli decisionali e far sentire la voce del piccolo volontariato. Laureato in Economia Politica alla Bocconi ed esperto conoscitore dei movimenti finanziari è in grado di valutare le dinamiche in atto, in particolare in relazione alle problematiche derivanti dalla distribuzione dei fondi sui singoli territori. Impegnato nel mondo dell’associazionismo ne conosce le sfaccettature e le diverse peculiarità.

Ecco perché Rimini sostiene il suo candidato al Co.Ge anche nel rispetto del principio di alternanza sancito dalla Regione che prevede nella delibera di luglio 2010, punto 5/b, anche per la Romagna, la necessità di un’alternanza territoriale dei rappresentanti provenienti dalle tre province: Rimini, Ravenna e Forlì. Quest’anno è il turno riminese e il volontariato ha saputo dotarsi di un forte candidato in grado di difendere gli interessi del piccolo associazionismo di tutta la Romagna.