Percorso partecipato dei cinque gruppi di lavoro dei CSV della regione

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“Csv e volontariato contribuiscono allo sviluppo e al benessere della società”

Negli anni i CSV si sono sviluppati notevolmente fino a diventare un soggetto propulsore non soltanto per il volontariato, ma anche per il Terzo Settore e  l’intera comunità locale attivando con i diversi soggetti sociali relazioni, collaborazioni e progetti per affrontare insieme le sfide del nuovo Welfare con un impatto positivo sul territorio.

In questo delicato momento storico, caratterizzato da profondi mutamenti e da un aumento esponenziale delle fragilità del contesto socio-economico, per il  volontariato e i CSV si impongono nuove sfide  a cui è necessario rispondere con capacità di innovazione e dinamismo.

A fronte di queste consapevolezze, politici e tecnici dei CSV hanno deciso di lavorare fianco a fianco in cinque tavoli tematici scambiandosi saperi ed esperienze per rafforzare il pensiero strategico dell’unità di Coordinamento regionale e per progettare insieme interventi sempre più incisivi  rispetto agli effetti della crisi e al forte ridimensionamento delle risorse. L’obiettivo del Coordinamento e dei CSV che ne fanno parte è di continuare a generare  innovazione sociale mantenendo alta la qualità del sostegno al volontariato e alla progettazione sociale.

 “Strategie per il futuro dei CSV dell’Emilia Romagna. Esiti di un percorso partecipato

Questo è il titolo della pubblicazione che raccoglie quanto emerso all’interno dei  gruppi  di lavoro, presentata durante l’omonimo convegno del 15 febbraio 2014.

 

La relazione dei cinque Gruppi di Lavoro

Gilberto Bagnoli, Past Coordinatore del CCSV nel suo discorso introduttivo afferma  che “Ora è il momento di cambiare passo:  occorre ricostruire un welfare di comunità in cui ognuna delle forze economiche e sociali istituzionali e del terzo settore metta le proprie competenze specifiche per rigenerare coesione e benessere sociale. E per farlo è necessario riconoscere che il volontariato di oggi, anche grazie al lavoro dei CSV, è un movimento moderno organizzato, strutturato che produce benessere a Km 0. In particolare i CSV oggi devono e sanno lavorare su tre aspetti chiave: creare rete e sinergia tra gli attori del territorio;  rafforzare la capacità di advocacy del volontariato e del terzo settore rispetto alle nuove istanze sociali; generare innovazione sociale ossia progettare interventi locali attuali, dinamici e efficaci. In quest’ottica il CCSV dell’Emilia Romagna ha aperto un dialogo a livello regionale e provinciale con Istituzioni, Fondazioni bancarie e con tutti gli organismi che contribuiscono allo sviluppo di comunità”.

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Seguono le parole dei direttori che hanno guidato il percorso: “La domanda base da cui sono partiti tutti i ragionamenti dei gruppi di lavoro è stata Quale sarà il Centro Servizi per il Volontariato del prossimo futuro? Non siamo più di fronte alla situazione degli anni ’80 e ’90 che si rivolgeva a una minoranza di cittadini in difficoltà. Ora ci troviamo di fronte a una maggioranza in grave difficoltà. E questo cambia sostanzialmente le cose. Diventa indispensabile che ogni persona si senta co-responsabile delle condizioni del proprio contesto sociale, che ci sia un impegno collettivo e una forte sinergia tra pubblico e privato. Per fare questo i soldi sono importanti ma non deve essere l’unica risorsa. Esiste un capitale umano, un patrimonio di esperienza e relazioni che posso compensare la riduzione di fondi. E il ruolo dei CSV nel mobilitare il capitale relazionale del proprio territorio crediamo sia indiscusso. La cosa da valorizzare è la capacità dei CSV di generare sinergie territoriali che sono in grado di creare innovazione sociale in maniera adeguata a un sistema che cambia e a problemi sociali trasversali”.

Prospettive

Luca Fazzi, Professore di Sociologia all’Università di Trento: “ho trovato il percorso del CCSV dell’Emilia Romagna molto all’avanguardia e opportuno perché, oggi, quello di cui abbiamo bisogno è soprattutto un progetto che ci consente non solo di resistere ai grandi cambiamenti che ci si stanno prospettando in modo sempre più radicale, ma anche di capire quale strada intraprendere per continuare a generare qualità di vita. Ciò che deve fare il CSV in questo sistema è capire di cosa ha bisogno il volontariato per diventare un agente di cambiamento e non uno strumento di cambiamento in mano ad altri soggetti territoriali. Rete, advocacy, innovazione progettuale sono il centro della strategia per il futuro del CCSV: una prospettiva evolutiva che può fare dei CSV delle vere e proprie case della comunità ossia i principali progettatori e animatori di comunità”.

Bernardino Casadei, program officer di fondazione erogativa ed esperto di filantropia, esplicita ulteriormente le emergenze del welfare attuale e il ruolo che i CSV devono assumere: “Il mondo del volontariato può dare un contributo allo sviluppo. Noi viviamo una situazione paradossale: da una parte, mancano le risorse e occorre trovare risposte a maggiori problemi; dall’altra, la nostra società è ricchissima dal punto di vista del capitale umano e delle risorse materiali. La soluzione, quindi, non sta nel trovare altri i fondi o una fonte finanziaria inesauribile, ma piuttosto nel trovare un nuovo catalizzatore che sappia mobilitare in maniera virtuosa queste enormi risorse che ad oggi rimangono inutilizzate. Il dono e il volontariato credo possano svolgere questo ruolo riuscendo a mettere insieme energie finora marginali e inesplorate dando una risposta ai bisogni della società e quindi contribuendo al suo sviluppo”.

Stefano Tabò, Presidente del Coordinamento nazionale dei CSV si trova in sintonia con il Coordinamento emiliano-romagnolo rispetto “alla tensione progettuale e all’assunzione di responsabilità dei CSV che non si sottraggono alla previsione di un cambiamento strutturale della propria identità e azione per mantenere al propria missione generativa. In un’epoca di grandi cambiamenti i CSV si devono fare promotori di un nuovo linguaggio del sociale per agire in maniera adeguata a una nuova realtà. Il volontariato ha bisogno di cambiare e i CSV devono essere pronti a sostenere questa istanza in maniera dinamica e concreta”.

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 I CSV sono chiamati, oggi, a vedere il mondo con occhi diversi e a trovare soluzioni efficaci attingendo al patrimonio di relazioni con il territorio che hanno maturato in questi anni di lavoro e che li distingue da altre agenzie e attori. Questo è il momento delle scelte, il volontariato possiede risorse e competenze indispensabili per stare in corsa.

 

I materiali del convegno:

 Rassegna stampa
Redattore sociale, 13 febbraio 2014>>

Teleromagna, 4 febbraio 2014>>

La segreteria organizzativa è stata curata da:
CCSV ER | Cinzia Migani | info@csvemiliaromagna.it | 051 340328
CSV Bologna | Violetta Cantori | comunicazione@volabo.it |  051 340328
L’Ufficio stampa è stato curato da:
CSV BolognaMichela De Falco | ufficiostampa@volabo.it |  051 340328 |  345 5507984

 

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