Reggio Emilia a Bruxelles presenta la sua candidatura a Capitale europea del volontariato 2028

Partecipa forte di oltre 27mila volontari attivi in città. Ma entro il 2028 coinvolgerà altre 5000 persone. Gli esiti della selezione il 1 dicembre 2026.

È stata presentata ufficialmente mercoledì 1 luglio a Bruxelles la candidatura di Reggio Emilia a Capitale europea del Volontariato 2028, il titolo a cui la città emiliana ambisce quale riconoscimento della storica esperienza di cooperazione, volontariato e coinvolgimento territoriale che la contraddistingue.

Reggio ha infatti deciso di partecipare a questa sfida europea in virtù di una storia di solidarietà lunga quasi due secoli che, negli anni, ha trasformato questa vocazione in un modello riconosciuto a livello europeo che oggi vuole essere valorizzato: Reggio Emilia attualmente conta 400 organizzazioni del terzo settore attive, con 27.000 volontari — uno ogni sei abitanti — a cui si aggiungono 1.800 volontari civici comunali, oltre 500 volontari del verde che contribuiscono a tenere aperti 100 parchi, 9 Consulte civiche che producono Patti di scopo per i quartieri e circa 60 Gruppi di Controllo di Comunità nei quartieri.

Reggio si troverà a competere per il titolo con le città di Lleida (Spagna), Odder (Danimarca) e Plzeň (Repubblica Ceca). Il prossimo appuntamento del percorso di candidatura è il 15 ottobre 2026, con la presentazione delle candidature a Bruxelles davanti alla giuria del Centro europeo per il volontariato (Cev). L’annuncio della città vincitrice è previsto per il 1 dicembre, al termine del processo di valutazione.

“La candidatura a Capitale europea del volontariato – afferma l’assessore alla Cura della città Davide Prandi – vuole riconoscere e valorizzare ciò che migliaia di volontari costruiscono ogni giorno nella nostra città. Reggio Emilia è capitale del volontariato da generazioni e generazioni: un popolo che continua questa opera silenziosa di cura, partecipazione e responsabilità collettiva. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha più volte ricordato come il volontariato rappresenti un presidio di umanità, democrazia e coesione sociale, capace di tenere unite le comunità anche nei momenti più difficili. È esattamente ciò che accade a Reggio Emilia: una rete viva che intercetta bisogni, costruisce relazioni, genera fiducia e rende più forte il nostro territorio. Questa candidatura racconta anche un metodo di lavoro e una visione politica: la capacità di mettere in rete istituzioni diverse, a tutti i livelli, attorno a un obiettivo comune. Comune di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, rappresentanza della Regione presso l’Unione europea e parlamentari europei hanno scelto di fare squadra, dimostrando che, quando le istituzioni collaborano superando appartenenze e competenze, il territorio acquista più forza e più credibilità anche in Europa. È una collaborazione che non va data per scontata e che rappresenta uno dei punti di forza di questa candidatura”.

“Per questo la candidatura non appartiene a una sola istituzione – aggiunge Prandi – ma a un’intera comunità: alle associazioni, ai volontari, ai cittadini e a tutte le istituzioni che hanno contribuito a costruire questo percorso. È la dimostrazione che la qualità delle relazioni e la capacità di fare rete sono oggi uno dei patrimoni più preziosi di Reggio Emilia”.

“L’idea di Reggio Emilia Capitale Europea del Volontariato 2028 rappresenta la candidatura di un intero modello territoriale fondato sulla partecipazione, sulla solidarietà e sulla capacità delle comunità di costruire risposte condivise ai bisogni delle persone – sottolinea l’assessore della Regione Emilia-Romagna e membro del Comitato delle Regioni Alessio Mammi – Reggio Emilia porta in Europa una storia fatta di cittadinanza attiva, collaborazione tra istituzioni e associazionismo, capacità di creare coesione sociale e opportunità di inclusione. L’Emilia-Romagna sostiene con convinzione questo percorso: il terzo settore e il volontariato rappresentano una delle grandi ricchezze della nostra regione, con 27mila organizzazioni non profit, quasi 246mila volontari e oltre 72 mila lavoratori impegnati ogni giorno nella costruzione di un welfare di prossimità, inclusivo e innovativo. Dal 2018 al 2024 abbiamo destinato complessivamente 10 milioni di euro finanziando 564 progetti sul volontariato in tutta l’Emilia-Romagna. L’ultimo bando regionale ha messo a disposizione 2,7 milioni di euro, sostenendo 133 progetti, capaci di raggiungere decine di migliaia di cittadini. In un tempo segnato da fragilità sociali, solitudini, disuguaglianze e nuove sfide democratiche, il volontariato rappresenta una delle risorse più preziose di cui disponiamo. La candidatura di Reggio Emilia a Capitale Europea del Volontariato 2028 è il riconoscimento di un patrimonio collettivo che appartiene a tutta l’Emilia-Romagna e che oggi può diventare un esempio per l’Europa.”

Il concorso per la Capitale europea del Volontariato è un’iniziativa del Centro per il Volontariato Europeo (Cev): lanciato nel 2013, il titolo è stato assegnato per la prima volta nel 2014 e viene attribuito alla Città che promuove e investe su forme e sostegno al volontariato, in linea con la strategia per il Volontariato Europeo 2030.

La cerimonia – La cerimonia odierna di presentazione della candidatura ha visto la consegna da parte della Direttrice del Cev, Gabriella Civico del Candidate certificate, riconoscendo Reggio Emilia tra le città formalmente in competizione per il titolo. All’iniziativa, realizzata grazie all’importante collaborazione della Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’Ue, erano presenti Davide Prandi, assessore alla Cura della città e alla partecipazione del Comune di Reggio Emilia, Lucia Piacentini, presidente di Csv Emilia, Sabrina Rosati, direttrice tecnica della Fondazione E35. Forte il sostegno delle istituzioni locali e nazionali: alla cerimonia hanno partecipato anche i parlamentati europei Annalisa Corrado (host dell’iniziativa), Alessandra Moretti, Stefano BonacciniAlessandro Zan, l’assessore della Regione Emilia-Romagna e membro del Comitato delle Regioni Alessio MammiSerena Angioli della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Ue e tra gli altri anche membri del Parlamento della Circoscrizione Nord Est e delle Commissioni Empl e Cult.

La candidatura e il futuro – La candidatura a European Volunteering Capital 2028 è promossa dal Comune di Reggio Emilia, in collaborazione con il Centro di Servizi per il Volontariato CSV Emilia, e con il supporto della Fondazione E35 ed è stata oggetto, nei mesi scorsi di un percorso di ascolto e coinvolgimento del territorio:tra febbraio e maggio 2026 oltre 400 organizzazioni sono state coinvolte in un’indagine volta a raccogliere suggestioni per costruire una visione comune e una strategia condivisa per il futuro. La candidatura è infatti occasione per riportare nell’agenda del dibattito pubblico una riflessione sul ruolo del volontariato e della partecipazione nella comunità e nello sviluppo delle politiche locali. Al contempo dà avvio all’iter per dotare la città di infrastrutture permanenti a servizio del volontariato. Inoltre, entro il 2028, Reggio Emilia punta a coinvolgere 5.000 nuovi volontari e a certificare oltre 500.000 ore di volontariato.