Sabato 30 maggio, dalle 9 alle 13, il Castello della Rocca di Cento ospiterà la quinta edizione del Festival Provinciale degli Empori Ferraresi: Il Mantello Ferrara, Il Mantello Pomposa, Solidargenta, Centosolidale. Il titolo scelto per quest’anno suona come una sfida: “Artigiani di Pace: quando ci si sente disarmati, il valore dei piccoli gesti”.
Dopo le tappe di Pomposa (2022), Cento (2023), Argenta (2024) e Ferrara (2025), questa iniziativa itinerante, promossa dalla rete provinciale dei quattro empori solidali che coinvolge ogni anno oltre un centinaio di volontarie e volontari, torna nella città del Guercino, proponendosi ai cittadini come un’importante occasione per toccare con mano queste realtà e raccontare la cultura della carità che abita il territorio.
Il valore dei piccoli gesti in un mondo indifferente
A spiegarci il senso profondo della scelta del tema è Mirco Leprotti, presidente di Centosolidale, l’associazione che quest’anno fa gli onori di casa. “Abbiamo scelto il focus della pace, anche se non semplice — sottolinea Leprotti — perché ci sentiamo spaesati di fronte alla ormai costante indifferenza e all’assuefazione verso le ingiustizie sociali, favorite da politiche miopi e non coerenti, con governi sempre più in preda a incomprensibili deliri di onnipotenza”.
Una fotografia amara del presente che, tuttavia, non lascia spazio alla rassegnazione:
“Abbiamo la consapevolezza che il volontario vive appieno il piccolo gesto verso chi ha bisogno. Tanti piccoli gesti dedicati al servizio verso gli altri sono mattoncini che costruiscono, nelle nostre comunità, scenari di pace”.
Il programma e le istituzioni a confronto
La mattinata si aprirà con i saluti delle autorità dei quattro comuni in cui gli Empori operano stabilmente. Saranno presenti Chiara Sapigni, vicepresidente CSV Terre Estensi, Dalila Delogu, assessora comunale di Cento, Francesco Fabbri, vicesindaco di Codigoro, Andrea Baldini, sindaco di Argenta, e Cristina Coletti, assessora comunale di Ferrara.
Il cuore dell’evento entrerà nel vivo con una videointervista a Don Mattia Ferrari, noto cappellano di Mediterranea Saving Humans, seguita da una tavola rotonda coordinata dalla giornalista Antonella Vicenzi, presidente dell’Associazione della Stampa di Ferrara. Il dibattito sarà diviso in due parti. La prima vedrà protagonisti Domenico Bedin, Viale K, figura storica ferrarese dell’accoglienza, e Alessandro Mazzini, associazione Strade, attivo nel contrasto al degrado e nell’emarginazione minorile. A seguire, il confronto si allargherà alle istituzioni con gli interventi di Elena Mazzoni, assessora della Giunta regionale Emilia-Romagna per la prevenzione e il contrasto alle povertà, e Daria Jacopozzi, assessora alla partecipazione e alla Pace del Comune di Parma.
Una rete nata per contrastare le fragilità
La rete ferrarese degli empori solidali è nata cinque anni fa sotto l’ala del CSV Terre Estensi, con l’obiettivo di favorire la partecipazione e la messa a sistema tra gli empori ferraresi delle risorse del bando regionale di contrasto alle povertà. Sebbene ogni emporio si differenzi in base al territorio in cui opera, tutti condividono la stessa formula: unire il piccolo market solidale a servizi e iniziative di accompagnamento, spesso in collaborazione con le amministrazioni comunali e i servizi sociali.
A Cento l’esperienza è nata nel 2020 dal mondo delle Caritas. “Ci siamo pensati subito come associazione proprio per aprirci maggiormente alla comunità”, racconta Leprotti, tracciando un bilancio dell’attività che oggi conta su 60 volontari di ogni estrazione, sia legati ad ambienti parrocchiali sia spinti esclusivamente da un forte senso di impegno civile.
Attualmente i quattro empori solidali ferraresi seguono 756 nuclei famigliari, pari a oltre 2500 persone, che ogni anno usufruiscono di circa 11.500 spese solidali, con un valore economico di beni primari stimato intorno ai 900mila euro all’anno.
Numeri importanti per una povertà che si mantiene in leggero ma costante aumento. Eppure, le storie di successo non mancano: “Siamo contenti se ogni anno alcune delle famiglie assistite riescono a uscire da questo girone perché trovano lavoro — spiega con orgoglio il presidente — Tra i bisogni principali in primo piano ci sono la casa e l’occupazione, ma il primo tassello restano l’accoglienza e l’ascolto, che consentono di entrare in confidenza e attivare una rete locale efficace”.
Economia circolare e dignità: il bilancio sociale
Gli empori funzionano anche come vere e proprie “antenne” capaci di intercettare le nuove fragilità: la solitudine, il divario digitale, la disabilità o le difficoltà linguistiche degli stranieri. Ma il successo di questo modello si deve soprattutto all’alleanza con il tessuto produttivo e associativo locale. Attraverso il recupero e la distribuzione delle eccedenze alimentari da aziende e privati, solo a Cento viene riversato sulla comunità un valore economico stimato in circa 240.000 euro all’anno.
Tra le novità a Cento ci sono gli “orti solidali”, un progetto avviato lo scorso anno all’interno degli orti urbani di Cento, dove volontari e beneficiari coltivano insieme prodotti freschi che in estate vengono distribuiti all’emporio, in un’ottica di autoproduzione solidale.
Ed è proprio tra gli scaffali del market che avviene il miracolo più grande, quello delle relazioni umane. “La condivisione del cibo diventa racconto reciproco di storie e tradizioni di popoli — conclude Mirco Leprotti —Storie che mi hanno insegnato il coraggio grande che c’è dietro a situazioni drammatiche e, soprattutto, la dignità nel viverle. La bellezza della relazione con le persone che ci chiedono aiuto è ciò che mi spinge di più ad andare avanti e, come credente, diventa un modo per testimoniare la mia fede”.



