La XIX edizione del Festival delle Culture si svolgerà dal 16 aprile al 20 giugno a Ravenna con un programma diffuso di incontri, mostre e spettacoli attraverso la città, intrecciando giornalismo, fotografia, letteratura, cinema e teatro per raccontare il mondo contemporaneo. Il titolo “Raccontare il mondo” è insieme dichiarazione d’intenti e responsabilità. Un invito a interrogarsi sul ruolo dell’informazione, delle immagini e delle narrazioni nel costruire consapevolezza sui grandi temi globali: guerre, migrazioni, diritti umani, convivenza interculturale. Raccontare significa scegliere cosa guardare e cosa rendere visibile. Significa ascoltare, dare voce, creare relazioni. Significa, soprattutto, assumersi una responsabilità collettiva. Il Festival animerà luoghi simbolo di Ravenna, dalle piazze ai teatri, dalle scuole agli spazi pubblici, trasformando la città in un laboratorio culturale aperto e partecipato. Al centro, la libertà di stampa e il racconto di storie troppo spesso prive di voce, marginalizzate o sommerse dal rumore di fondo dell’informazione veloce e distratta, quando non faziosa o censurata.
“In un periodo storico caratterizzato dalla velocità di profonde trasformazioni, la comunicazione è l’altro grande fattore che sta cambiando i paradigmi della società che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni. Crediamo sia fondamentale valorizzare le persone e le capacità di ciascuno, intese come possibilità concrete di scegliere, agire, partecipare e costruire il proprio percorso di realizzazione, sia individuale che collettivo – afferma l’assessore alla Multiculturalità Fabio Sbaraglia –. Educazione e informazione sono elementi imprescindibili per contrastare l’indifferenza, i conflitti e le disuguaglianze, perché conta come ciascuno di noi partecipa, il modo in cui ascoltiamo o smettiamo di ascoltare, il linguaggio che utilizziamo, non siamo neutri nei processi globali. Come scrive Primo Levi nel bellissimo testo ‘I sommersi e i salvati’, se comprendere è a volte impossibile, conoscere è necessario, perché la conoscenza è profondamente intrecciata alla libertà e alla giustizia sociale, ed insieme costituiscono le condizioni necessarie per una comunità coesa, obiettivo di ogni Comune, l’istituzione più vicina al cittadino”.
Tra gli appuntamenti principali di questa edizione ci sono la conferenza sul giornalismo etico “Parola Aperta” – alla quale parteciperanno rappresentanti delle istituzioni e professionisti dell’informazione per discutere del ruolo dei media locali nella coesione sociale e dell’importanza dell’etica nel giornalismo nazionale e internazionale – e la mostra fotografica “Iconic” in Piazza Kennedy, che raccoglie un’ampia selezione delle fotografie vincitrici della prestigiosa manifestazione World Press Photo, scatti che catturano momenti significativi della storia contemporanea dal 1955 ad oggi.
La fotografia come strumento narrativo e di informazione sarà centrale anche negli incontri con Manoocher Deghati, fotoreporter iraniano di fama mondiale con oltre quarant’anni di esperienza sul campo e reportage in più di 100 paesi, e Cinzia Canneri, fotogiornalista italiana che si dedica in particolar modo alle trasformazioni sociali, le comunità marginalizzate e le questioni di genere.
A maggio tornerà la conferenza nazionale sul soccorso in mare “Mediterraneo Oggi”, con la partecipazione delle organizzazioni non governative e delle istituzioni dedicate alle operazioni di salvataggio, oltre che delle principali associazioni impegnate in tema di migrazione e asilo. La prima edizione della conferenza, nel 2025, ha portato alla stesura della Carta di Ravenna, un corollario di dieci proposte per chiedere alle istituzioni italiane ed europee un maggiore coordinamento nelle operazioni di soccorso in mare, una gestione più efficace dell’accoglienza e delle prassi amministrative essenziali per il pieno rispetto dei diritti fondamentali delle persone migranti.
Ampio spazio sarà riservato al dialogo con le scuole: oltre 1.600 studenti degli istituti superiori secondarie di II grado incontreranno la scrittrice Susan Abulhawa al termine del percorso di lettura del libro “Ogni mattina a Jenin”, mentre oltre 1.000 studenti delle scuole secondarie di I grado dialogheranno con Nogaye Ndiaye (“Universo parallelo”, 2024) e Alidad Shiri (“Via dalla pazza guerra”, 2007). Al Teatro Rasi andranno in scena due matinée de “L’Europa non cade dal cielo”, sempre dedicate alle scuole, mentre il Teatro Alighieri ospiterà lo spettacolo “Crescere, la guerra” con Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo, in un intreccio potente tra testimonianza, narrazione e memoria. Il programma prevede anche quattro film al Cinema Mariani per attraversare il presente: lavoro, precarietà, diritti, esclusione, possibilità di futuro. Infine tornerà per la terza edizione “Culture migranti alla Rocca”, una due giorni di festa in cui non mancheranno musica, giochi, prelibatezze gastronomiche dal mondo e momenti di confronto e dibattito, come quello che vedrà protagonisti le associazioni e gli amministratori locali che si sono fatti portavoce delle gravi problematiche segnalate quotidianamente dai cittadini migranti per i ritardi nei rinnovi dei permessi di soggiorno.
Anche l’Anteprima del Festival delle Culture 2026 proporrà riflessioni su queste tematiche, con importanti iniziative già dall’inizio della primavera, ospitate presso la Biblioteca Classense. Gli storici Franco Cardini e Silvia Ronchey saranno protagonisti di “Società interculturali nel Medioevo”, un evento che si propone di ricostruire come commerci, viaggi, migrazioni e scambi culturali fossero elementi strutturali della società medievale, in occasione della Settimana contro il razzismo. Tornerà inoltre la rassegna “Scritture di frontiera” con due appuntamenti per riflettere, attraverso la letteratura, su identità, appartenenza e memoria. Protagoniste degli incontri saranno le scrittrici Saba Anglana (“La signora Meraviglia”, 2024) e Alae Al Said (“Il ragazzo con la kefiah arancione”, 2025).
IL PROGRAMMA
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